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Archivio Marzo 2007

Incontro CIR a Campanara dal 20 al 25 aprile

23 Marzo 2007 Commenti chiusi


Volevo segnalare questo articolo su cosa sia il CIR (sicuramente più chiaro del mio di qualche giorno fa):
http://selvatici.noblogs.org/post/2007/03/11/incontro-cir

Il prossimo incontro del CIR sarà a Campanara, comune di PALAZZUOLO SUL SENIO (FI). Trovate i dettagli su questo post del loro blog:
http://cir.splinder.com/post/11297716

Riferimenti: Blog CIR

Nobel per la Pace a Gino Strada

23 Marzo 2007 5 commenti


Confesso che mi piacerebbe. Vedere riconosciuto finalmente l’operato di chi ha lottato contro la guerra e le sue terribili conseguenze, cercando di risolvere i problemi (con ago, filo e protesi) che i governi creano per i loro interessi, sarebbe bellissimo. Forse è ingenuo, però anche una “petizione on line” potrebbe smuovere qualcosa. Quindi segnalo questa iniziativa:
http://www.petitiononline.com/ginostra/petition.html

(La foto è tratta dal sito http://www.nis.wvu.edu/2005_Releases/strada.htm)

Riferimenti: Nobel per la Pace a Gino Strada

Corrispondenze Informazioni Rurali

20 Marzo 2007 1 commento

ERRATA-CORRIGE
Uno dei pochi gruppi di persone che, dal mio punto di vista, praticano realmente la decrescita sono gli aderenti alla Rete Bioregionale, che vede nel CIR (Corrispondenze Informazioni Rurali) il loro bollettino informativo. Fino a qualche tempo fa spedito per posta, dall’ultimo numero (N° 17) è stato reso disponibile in formato PDF. Questa scelta, così come quella di attivare un blog penso vadano a vantaggio di tutte quelle persone che non avendo rapporti diretti con aderenti a questa Rete possono ora conoscere le iniziative e le attività (spesso veramente esaltanti!) di questo gruppo.

Riporto queste parole di Renato:

Agli incontri partecipano, in numero variabile, donne e uomini che compongono un vero e proprio caleidoscopio di “biodiversità” umana e che arrivano al CIR per sentieri differenti.

Ci sono quelli/e che per semplicità definisco “curiosi/e”, cioè che spinti proprio dalla curiosità per uno “stile di vita” immaginato o desiderato in antitesi al vissuto, arrivano per vedere, ascoltare, sentire con i propri sensi. A volte, alcuni/e subiscono il contaggio: dopo qualche tempo li ritrovi in qualche casa spersa tra i boschi, a sperimentare, a provare, a faticare.

Ci sono i nomadi, quelli/e che transitano, che sono alla ricerca e non sai se cercano per trovare o per cercare… Hanno scelto questo “stile di vita” senza posizionarlo in un luogo preciso, nel posto del cuore, e vivono per periodi brevi o lunghi nei luoghi che li ospitano, condividendo il presente e limmaginario, partecipando e lavorando ma andandosene prima o poi.

Per tutte queste persone gli incontri del CIR sono occasione di reciproca conoscenza, di scambio, di festa, di solidarietà. Stimolano nuove curiosità, permettono nuovi contatti, nuovi incontri.

Riferimenti: Il Blog del CIR

La bufala dell’Idrogeno

11 Marzo 2007 3 commenti

Il mio amico Michele ha scritto questo brano per chiarire un po’ della confusione che sempre appare (anche nella testa dei politici) quando si parla di idrogeno.

Il collasso ambientale, il riscaldamento globale e la crisi energetica, pongono la società, o meglio l’Umanità, nella necessità di trovare un sostituto del petrolio come fonte di energia.
Molte sono le speranze nell’idrogeno, e numerosi sono gli esperti che lo ritengono la fonte energetica del futuro: sicura, non inquinante, pulita.
L’idrogeno è invece una bufala DOP.
Ecco i motivi:

1) L’idrogeno non produce energia, ma la trasporta da un punto ad un altro, ed è per questo un “vettore” energetico, e non una “fonte”, come nell’ignoranza viene declamato.
La forma molecolare utilizzabile come combustibile infatti, è presente in atmosfera solo in minime tracce. È invece contenuto in grandi quantità nell’acqua, da cui però deve essere estratto attraverso il processo di idrolisi. Questo meccanismo di dissociazione in cui si fa passare corrente elettrica in acqua non è a gratis, la termodinamica insegna infatti che in natura nulla viene fatto senza energia, e per ottenere idrogeno dall’acqua serve energia, e tanta.
Da dove prendiamo questa energia? Quale sarà la fonte capace di alimentare il vettore?

2) Alcuni propongono, e tra questi lo stesso Rifkin che è il massimo teorizzatore dell economia all’idrogeno, di utilizzare il gas naturale, almeno in un primo momento, come mezzo energetico per l’idrolisi. Caspita, che genio. Mi dovrebbe spiegare perché dovremmo usare il gas naturale (inquinante e responsabile come tutti i combustibili fossili dell’effetto serra) per produrre idrogeno quando lo possiamo impiegare direttamente, con costi minori e minore spreco di energia.
Ogni trasformazione implica infatti una dispersione di energia in calore, e meno se ne fanno meglio è.

3) Altri vedono la sorgente nell?energia rinnovabile; in questo modo l?emissione di gas serra verrebbe drasticamente ridotta e si potrebbe finalmente produrre energia pulita. Peccato però che le rinnovabili ricoprono una quota insignificante dellentrata mondiale di energia, e non si vede il motivo per cui si dovrebbe usare la poca energia pulita per produrre idrogeno invece che in modo diretto. Ripeto per dovere di chiarezza: l’uso diretto è sempre e comunque più efficiente, perché prevede meno trasformazioni, ed ogni trasformazione è uno spreco di energia.

4) Esiste un’altra via per produrre idrogeno, forse la più efficiente a livello tecnologico, prudentemente taciuta dagli ambientalisti: il nucleare. Una centrale a fissione infatti, per ragioni tecniche e di sicurezza, deve sempre produrre la medesima quantità di energia, deve funzionare a regime, sia di giorno quando la domanda energetica è alta, che di notte quando invece è ridotta.
Si può dedurre che l’intero monte energia sprecato la notte potrebbe essere usato per stoccare idrogeno in batterie, ed utilizzarlo poi al momento opportuno. È questa l’ipotesi di Pallante, che vede nell’idrogeno il cavallo di troia per un revival nucleare..
Ma il nucleare si sa è pericoloso, imprevedibile, antieconomico, inquinante, consta di una potenza tale da trasformare un piccolo guasto in una catastrofe planetaria, e per questo è generalmente, e giustamente, mal accettato dall’opinione pubblica. Dimenticavo, è anche un ottimo mezzo per prodursi la Bomba, di questi tempi un problema non da poco.

Le ragioni dell’impostura dell’idrogeno non sono però solo tecniche, ma originano da un bisogno psicologico tipico del moderno: l’illudersi che la società impostata sul dominio della Tecnica, sul progresso e sullo sviluppo sia eterna. La carenza di energia mina infatti un pilastro della civiltà contemporanea: la circolazione mondiale delle merci. È palese che le rinnovabili non potranno mai avere efficienza e praticità pari al petrolio nell’alimentare i mezzi a motore, e che il trasporto, come oggi è concepito, vedrà la fine insieme a quella dei combustibili fossili. Cosi invece che razionalizzare l’uso dell’energia pulita, mirare ad un capillare risparmio energetico, ristrutturare la società in vista di un futuro con sempre meno energia, discutiamo comicamente su come convogliare nelle future automobili quella che è a tutti gli effetti una energia inesistente.
Per questo le auto pulite a me paiono, più che una seria proposta per il futuro, una masturbazione, un feticcio sotto cui celare la verità.

Michele Bellingeri