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Archivio Marzo 2006

Adotta un orto

27 Marzo 2006 Commenti chiusi

Il punto cruciale della Decrescita Felice, secondo M. Pallante, è l’autoproduzione, ovvero quel processo che consente di passare dalle “merci” ai “prodotti”. Secondo me uno dei passi fondamentali di autoproduzione è quello di coltivare un orto. Il problema non si pone per chi vive in campagna e ha il pollice verde. Diventa un problema insolubile per chi vive in città. Per questo mi pare che sia un’iniziativa degna di nota quella lanciata dalla “Cascina Santa Brera” che alle porte di Milano offre la possibilità di “adottare” un orto, quindi di pagare un importo fisso periodico per poter godere dei frutti della terra.
Riporto questo dal loro sito:
Adottare un orto significa prendersi cura di un pezzo di terra, assumendone oneri ed onori, con l’obiettivo di ricavarne cibo a sufficienza per tutto l’anno (se l’annata è favorevole fare anche delle scorte) ma non solo. C’è anche la possibilità di controllare (potendovi anche partecipare direttamente a differenti livelli di coinvolgimento) che le produzioni vengano realizzate nel rispetto dei cicli naturali della terra, senza un suo supersfruttamento. Si realizza così concretamente quella sostenibilità colturale ma anche culturale in grado di assicurare un ambiente sano e “fertile” (nella sua accezione più ampia) alle generazioni future attraverso un approccio diverso che aumenta lo “spessore” di una banale azione come quella di “procurarsi il cibo quotidiano”. Pensiamo a quanto può migliorare la qualità delle nostre relazioni sociali rispetto al meccanico acquisto in un supermercato.

Chiaramente la speranza è che questo genere di iniziative si moltiplichino (magari coinvolgendo anche gli orti comunali che esistono in alcune città) fino a diventare una abitudine. Chiaramente l’ottica di Decrescita impone che il trasporto dei prodotti sia fatto con un certo criterio, magari con più famiglie che si coordino, oppure mediante Gruppi d’Acquisto, citati anche nella pagina indicata:
L’accresciuta sensibilità verso i problemi ambientali e la loro influenza sulle relazioni sociali ad essi connesse ha portato recentemente ad una vera e propria esplosione del fenomeno dei Gruppi di Acquisto Solidale. Una profonda riflessione ed analisi di tale fenomeno ci ha stimolati a compiere un passo ulteriore nel cammino verso uno sviluppo sostenibile delle comunità umane, passo che per noi non può eludere lo spostamento dell’accento dal termine “acquisto” al termine “solidale”. Chi “acquista” non può più non tenere conto delle realtà di chi “produce” e viceversa. Il progetto “adotta un orto” propone una sintesi (o meglio ancora una “sinergia”) tra quelle che sono le due facce di una unica medaglia, in difesa della vita nostra e di quella della terra che ci sostiene. Il termine solidale può allora riempirsi di ulteriori significati, sia per chi produce sia per chi consuma, quali corresponsabilità, condivisione, impegno, convivialità, collaborazione
Riferimenti: Agriturismo Cascina Santa Brera

Incontri della Rete Autosufficienza

21 Marzo 2006 1 commento

Riporto queste segnalazioni di due incontri (di vari giorni) organizzati dal CIR e dalla Rete Bioregionale Italiana, due realtà che hanno fatto della decrescita il loro scopo. L’approccio all’autosufficienza è quello che ritengo più valido (anche se più integralista) per comprendere il concetto di decrescita. Purtroppo non è benvisto dai teorici del movimento, che lo ritengono non praticabile. Ritengo che queste realtà invece dimostrino il contrario.

27 Aprile – 3 Maggio 2006
INCONTRO DEL C.I.R. AD AVALON

7 GIORNI DI LABORATORI SU:
-Ritorno alla Terra: dove la Terra ti chiama ascoltando il suo battito, occupazione, uso civico, comodato…..
-Permacultura; mille orti sinergici o di permacultura
-Difesa della Biodiversità: seminare gli OGM è un reato, mangiarli un attentato alla salute
-Semi Antichi: alla ricerca del seme perduto, non come metafora ma prendendoli in custodia e scambiandoceli
-Ecovillaggi: progetti consolidati e progetti in costruzione, il R.I.V.E. ( rete italiana ecovillaggi )
-Decrescita Felice e Consapevole: partire dal quotidiano
-Comunicazione Ecologica: metodo per la ricerca del consenso e facilitazione
-Altra Economia: dal Mercato all’economia di scambio, le MAG e i Mercatini Clandestini
-Le Relazioni: Madre Terra ( il femminile ) e Padre Cielo ( il maschile ) si incontrano. La Ruota di Medicine degli indiani d’america
-Energie Alternative: il biodisel, il processore Pantone
-AIDS,Cancro,Vaccinazioni,Psicofarmaci: la salute al servizio delle multinazionali
-Una nuova etichettatura sui prodotti: provenienti da AGRICOLTURA ETICA NATURALE ( A.E.N. )
-C.I.R. : bilancio di una esperienza. Cosa è possibile fare per migliorare?

Le discussioni verranno stemperate nell’arco di una settimana con diversi metodi: a ruota libera, con il metodo del cerchio o con il facilitatore a seconda delle necessità. Le sessioni saranno plenarie ma, se qualcuno volesse approfondire un argomento specifico può riproporre l’incontro per gli interessati il giorno seguente, fino a che sarà esaurito l’argomento.

L’ultimo giorno verrà fatta una sintesi dei vari dibattiti con particolare attenzione alla pratica: dal dire al fare. Il lavoro teorico verrà inframmezzato da esperienze pratiche di orticoltura, potatura, innesto…

Danze, musica, cibo genuino: l’incontro verrà autofinanziato raccogliendo i contributi con il cappello magico. Portarsi tenda, sacco a pelo, ciotola e posate. Si consiglia di non portare cani o, al limite di tenerli controllati (orto, galline.. )

5 ? 6 ? 7 Maggio AVALON

Incontro della RETE BIOREGIONALE ITALIANA

Dalla zolla alla Madre Terra: un percorso, un processo, una intuizione, una ricerca o…. una espansione della coscienza?

Il selvatico: da amare, da rispettare, da conoscere

incontro tra le reti: Bioregionalismo, Ecovillaggi, AAM Terra Nuova, CIR, Seminasogni, Critical Wine, Movimento per la Decrescita Felice……alla ricerca di un terreno comune

Avalon è uno dei villaggi del popolo elfico, comunità nata agli inizi degli anni 80 sulle montagne pistoiesi, che vive in autogestione e autosufficenza la propria alterità. Per arrivare ad Avalon: uscita autostrada Pistoia, sulla circonvalazione prendere per Cantagrillo, proseguire direzione Cecina per 6 Km. poi strada sterrata sulla destra ( da Cantagrillo troverete segnali per raggiungere Avalon )

Chi arriva in treno davanti alla stazione, a circa 400 mt. trova la fermata autobus per Cantagrillo, da li prosegue a piedi per circa 6 Km……

Le varie realtà che partecipano agli incontri editano 4 newsletter:

-C.I.R. – ( corrispondenze informazioni rurali ) : nato durante la fiera dell’autogestione 1998, redazione itinerante a cura dei gruppi che praticano l’autosufficenza e l’autogestione.

-Seminasogni folk ? dall’esperienza del cir foglio bimestrale che raccoglie esperienze e realtà dalle Marche e Umbria.

-Lato Selvatico ? storica rivista della Rete Bioregionale Italiana, con autori che vanno da Peter Berg a Gary Snyder, da Nanao Sakaki a Star Hawk.

-Quaderni di vita Bioregionale ? redazione itinerante, racconta esperienze dalle varie bioregioni.

INFO- Renato: selvaticir@libero.it ? tel. 3404933825 (sera).

Oppure scrivere a Mario Cecchi – Avalon, 51010 Montevettolini ( Pistoia )

Decrescita alle politiche prossime venture

6 Marzo 2006 Commenti chiusi

I sostenitori della decrescita troveranno serie difficoltà di voto alle prossime elezioni. Infatti mi pare proprio che nessun partito e nessun candidato “premier” abbia intenzione di disfarsi della bandiera dello sviluppo e della crescita economica. La questione quindi è aperta. C’è chi sostiene il “meno peggio”, chi è invece disperato come me… Intanto vi cito qualche passo dell’editoriale di Pierluigi Sullo, tratto dal sito di Carta, un bel settimanale (nonchè mensile) che tratta di decrescita, di società civile, di multinazionali, di misfatti ecologici, di tanto altro.

Ma sono davvero solo queste, le alternative? Dobbiamo scegliere tra un liberismo post-keynesiano e un liberismo post-liberista [cioè quello che ha scelto la guerra]? Magari, sinistre e sindacati potrebbero fare uno sforzo di fantasia [non lo faranno, se non in piccola parte]. Ad esempio, si potrebbe constatare che se la Svezia [come raccontiamo abbondantemente nel settimanale di Carta in uscita lunedì 6 marzo]decide di abbandonare progressivamente, oltre al nucleare, anche l’uso del petrolio, magari ci potremmo riflettere anche noi. Parrebbe non impossibile. E se si scegliesse con qualche decisione questa via, non solo se ne gioverebbe l’ambiente [che non è una cosa generica, ma ad esempio i tremendi peggioramenti del clima europeo descritti dal recente rapporto del Wwf], ma anche l’occupazione, E perfino la competitività. Per non parlare della democrazia. Immaginiamo che si investa massicciamente sull’ideazione e fabbricazione di tecnologie “leggere”, da seminare nel territorio, a disposizione dei cittadini e dei municipi, e adatte alla nostra geografia, dal sole al vento, alle acque correnti, a un certo genere di biomassa [ad esempio per la produzione di biodiesel o etanolo da locomozione], ecc. A un tale investimento corrisponderebbero: una progressiva diminuzione di acquisto di petrolio e gas che hanno prezzi crescenti e presentano gravi problemi ambientali; la creazione di un numero rilevante di posti di lavoro per la ricerca e la produzione [come è accaduto in Germania]; l’apertura di un mercato del tutto nuovo; la possibilità di esportare queste nuove tecnologie.
Tutto questo che effetto ha sul Pil? Risposta: chi se ne frega? Sappiamo per certo che avrebbe un effetto positivo sulla salute pubblica [meno spese mediche], sull’occupazione [meno disoccupati], sull’ambiente [meno aggressione a un territorio già provato], sulla bilancia commerciale [l'esportazione], ecc. Non so il Pil, ma la Vip [Vita interna pulita] farebbe un balzo all’insù.

Riferimenti: L’editoriale di Carta

Promiseland

5 Marzo 2006 Commenti chiusi

www.PromiselandLAB.blogspot.com
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Stanno usando illegittimamente il dominio Promiseland.it !!!

Da qualche giorno il dominio Promiseland.it è irraggiungibile a causa di una regolamentazione priva di senso logico che lha ceduto a chi cerca di promuovere illegalmente scommesse.

All’inizio sembrava soltanto una piccola scocciatura. Un semplice problema burocratico, per adempiere il quale sarebbero potuti bastare soltanto pochi minuti… Ma così non è stato.

Per sapere cosa è successo esattamente, ma anche per scoprire come riuscire a visitare comunque il vero sito Promiseland.it , collegati al sito attualmente di supporto www.PromiselandLAB.blogspot.com
Scoprirai come impostare il tuo PC per autodeterminare il tuo diritto ad uninformazione libera.
Ti aspettiamo!

Redazione di Promiseland.it
www.PromiselandLAB.blogspot.com
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